Normativa

lunedì 30 settembre 2019

Coop sociali, prestazioni socio-sanitarie Iva 5% senza via d'uscita

L'Agenzia delle Entrate, in risposta a un'istanza di interpello, è ritornata sul tema dell'opzione tra l'Iva e l'esenzione nell'ambito delle prestazioni socio-sanitarie, educative e assistenziali, svolte dalle cooperative sociali nei confronti di particolari categorie di "soggetti svantaggiati”. Il quesito, pur riguardando il regime Iva dell'attività di convitto svolta da una cooperativa sociale nei confronti di stranieri (in prevalenza minori non accompagnati), assume una portata generale, in quanto l'istante, a sostegno della propria tesi, pone una questione di interpretazione normativa, ritenendo ancora oggi vigente la possibilità di optare, anche in ambito Iva, per il regime fiscale più favorevole, tra quello proprio delle cooperative sociali e quello previsto per le Onlus, il tutto come apparentemente consentito dal tenore letterale del tuttora vigente art. 10, c. 8, D.Lgs. 460/1997. 

La questione sottoposta dalla cooperativa istante verte in sostanza sulla portata delle novità introdotte dalla L. 28.12.2015, n. 208, che, oltre a introdurre l'aliquota del 5% in relazione alle prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20), 21), e 27-ter) dell'art. 10, c. 1, rese in favore dei soggetti indicati nello stesso numero 27-ter) da cooperative sociali e loro consorzi, ha disposto la soppressione della disposizione che prevedeva la possibilità per le cooperative sociali di optare, in quanto Onlus “di diritto” ai sensi dell'art. 10, c. 8 D.Lgs. 4.12.1997, n. 460, per l'applicazione del regime fiscale da esse ritenuto più favorevole (esenzione o imponibilità). 

A parere della cooperativa sociale istante, anche successivamente alle modifiche apportate, non sarebbe venuta meno la possibilità di optare, per le prestazioni di cui sopra rese nei confronti degli stranieri, per l'applicazione del regime di esenzione da Iva, in luogo dell'applicazione dell'imposta al 5%. 

L'Agenzia, dopo aver ripercorso le modifiche normative della L. 208/2015, ribadisce quanto già chiarito con la circolare 31/E/2016, precisando ulteriormente che le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell'art. 10, c. 1 D.P.R. 633/1972, rese da cooperative sociali, sia direttamente sia in forza di convenzioni e contratti di ogni genere, nei confronti delle categorie di soggetti elencati dallo stesso n. 27-ter), sono da assoggettare all'aliquota Iva del 5%, senza alcuna possibilità di optare per il regime di esenzione.

La previsione di cui all'art. 10, c. 8 D.Lgs. 460/1997 (secondo la quale sono considerati “in ogni caso” Onlus determinati soggetti tra i quali le cooperative sociali consentendo, altresì alle stesse di beneficiare del regime fiscale più favorevole tra quello proprio delle Onlus e quello dettato dalla normativa speciale di riferimento), ribadisce l'Agenzia, non essendo stata interessata da alcun intervento normativo, continuerà a esplicare i suoi effetti in relazione agli altri soggetti dalla stessa qualificati come Onlus di diritto, diversi dalle cooperative sociali e, per quanto concerne queste ultime, solo con riferimento ai tributi diversi dall'Iva

In conclusione, dalla risposta dell'Agenzia non sono emersi elementi di novità rispetto a quanto già conosciuto in virtù delle disposizioni di cui alla L. 208/2015 e delle precisazioni contenute nella successiva circolare n. 31/E/2016.