Frequently asked questions

A cosa serve e come si ottiene la partita IVA?
A cosa serve e come si ottiene la partita IVA?
La partita IVA è necessaria se l'associazione intende svolgere un qualsiasi tipo di attività commerciale, sia essa occasionale o abituale, per il combinato disposto degli artt. 3, comma 1 e 4, comma 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633 "Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto" .
Non è necessaria per alcune attività escluse dal campo di applicazione dell'imposta:

1 - tutti gli enti non commerciali: i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche occasionali, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione (che sono esclusi da qualsiasi altro tributo e non concorrono al reddito: vedi anche alla FAQ Quali sono gli obblighi contabili per chi effettua occasionalmente raccolte di fondi? e al c. 2 art.2 D.lgs. 4 dicembre 1997 n. 460);
2 - associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona (che rispettano certe clausole descritte alla FAQ "Cos'è una associazione culturale e di quali vantaggi gode?" attività istituzionali effettuate a pagamento nei confronti degli associati (che non concorrono neanche al reddito);
3 - associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona (che rispettano certe clausole descritte alla FAQ "Cos'è una associazione culturale e di quali vantaggi gode?" cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati (che non concorrono neanche al reddito);
4 - solo le onlus: le operazioni pubblicitarie svolte a beneficio dell'associazione.

Come si ottiene l'attribuzione del numero di partita IVA: presentare il modulo AA7/7 presso l'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate.

Per le organizzazioni di volontariato, la circolare n. 217/E del Ministero delle Finanze del 30 novembre 2000 ha chiarito che:
1 - tutte le operazioni anche a pagamento effettuate dalle O.d.V. sono escluse dal campo di applicazione dell'IVA;
2 - l'acquisto di beni mobili registrati quali ambulanze, elicotteri o natanti di soccorso che lo stesso Ministero, con la circolare n. 3 del 25 febbraio 1992, aveva definito come escluso dal campo di applicazione IVA è invece sottoposto all'IVA come qualsiasi altro acquisto.

Per le onlus, le agevolazioni (comprese quelle che prevedono l'esenzione dell'IVA) spetteranno con riferimento a tutte le operazioni effettuate a partire dalla data di presentazione della comunicazione prevista dall'art. 11 del D.lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 (vedi FAQ Quali sono gli elementi necessari per costituire un'associazione OdV, ONLUS, APS?).
A cosa serve registrare statuto o atto costitutivo presso l'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate?
A cosa serve registrare statuto o atto costitutivo presso l'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate?
In primo luogo, secondo l'art. 2704 del Codice Civile la scrittura privata (cioè non autenticata dal notaio) - che, come scritto negli artt. precedenti, può essere imposta a terzi, mentre ai firmatari solo finché essi ammettono la loro firma - non ha nessuna possibilità di essere imposta a terzi per quanto riguarda la data, a meno che la scrittura non sia stata registrata, e in quel caso vale come data la data di registrazione. Nel caso di una associazione la registrazione di una scrittura privata non autenticata serve non tanto per vincolare i soci (per quello servirebbe l'autentica della firma) ma piuttosto per evitare che un estraneo si appropri del nome e del simbolo dell'associazione. In secondo luogo, le associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica possono svolgere attività a pagamento verso i propri soci senza che tali attività siano considerate commerciali, ma solo se lo statuto o atto costitutivo è redatto sotto forma di atto pubblico e/o scrittura privata autenticata e/o scrittura privata non autenticata ma registrata.
In terzo luogo, la forma dell'atto pubblico e/o scrittura privata autenticata e/o scrittura privata non autenticata ma registrata è indispensabile per ottenere le agevolazioni previste per le ONLUS. Per registrare ciascun atto servono almeno 2 copie, 2 marche da bollo da 11 EURO e 168 EURO di imposta di registro (cfr. il D.P.R. 26 aprile 1986 n.131 "Testo Unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro"). Una copia la tiene l'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate e l'altra, bollata e registrata, viene restituita all'associazione.
I fogli su cui scrivere l'atto DEVONO essere fogli formato protocollo (A3 piegato a metà) di 4 pagine, ogni pagina DEVE avere 25 righe, e in ogni riga DEVONO stare tot sillabe, i margini non devono essere superati ecc. Nell'era del computer e delle stampanti, gli ufficiali giudiziari si regolano facendo pagare una marca da bollo ogni 4 pagine A4 (cioè per 5 pagine servono 2 marche da bollo), e verificando a occhio che i margini siano più o meno giusti e che il carattere non sia troppo piccolo. Alcune persone si sono viste rifiutare il foglio perché andava riscritto con carattere più largo.
OdV: Per le Organizzazioni di Volontariato Esse, in virtù dell'art. 8 della legge 11 agosto 1991 n. 266, sono esenti sia dall'imposta di bollo che dall'imposta di registro (Circolare del Ministero delle Finanze 25 febbraio 1992 n. 3). Inoltre le ONLUS Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, in virtù del D.lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, pagano sempre la quota fissa di 168,00 EURO per la registrazione di statuti, atti costitutivi e atti relativi a acquisti o affitti di immobili, e non sono soggette al bollo (N.B.: per evitare il bollo è però necessario che all'inizio o alla fine dell'atto sia esplicitamente scritto "atto esente in modo assoluto dall'imposta di bollo ai sensi dell'art. 27-bis tabella B allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642).
Per usufruire del regime agevolativo previsto dal D.lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, l'associazione dovrà iscriversi all'anagrafe unica delle onlus, inviando (come piego raccomandato) alla propria Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate la comunicazione (scritta sull'apposito modulo) prevista dall'art. 11 dello stesso decreto legislativo. In seguito, la onlus potrà ottenere dalla propria Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate un certificato di iscrizione che consente di ottenere varie agevolazioni (p.es. l'esenzione dalle imposte di bollo sul conto corrente bancario, ecc.).
A prescindere dal superamento o meno della soglia dei 65.000 euro, le associazioni che applicano la legge n. 398/1991 e emettono fatture elettroniche per scelta o per obbligo, possono emettere fatture elettroniche per sponsorizzazioni e prestazioni pubblicitarie senza applicazione dell’Iva (in reverse charge?) o devono richiedere obbligatoriamente l’autofattura elettronica al proprio committente?
A prescindere dal superamento o meno della soglia dei 65.000 euro, le associazioni che applicano la legge n. 398/1991 e emettono fatture elettroniche per scelta o per obbligo, possono emettere fatture elettroniche per sponsorizzazioni e prestazioni pubblicitarie senza applicazione dell’Iva (in reverse charge?) o devono richiedere obbligatoriamente l’autofattura elettronica al proprio committente?
La disposizione normativa (d.l. n. 119/18) prevede che l’ASD che, nell’anno precedente, abbia conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo superiore a euro 65.000, assicuri l’emissione della FE da parte del cessionario/committente, ma nulla vieta che sia l’ASD a emettere autonomamente la FE (tipo documento TD1) ma esponendo l’IVA (e non in reverse charge) nel documento.
Agevolazioni e assunzioni soci cooperative
Agevolazioni e assunzioni soci cooperative
Ai sensi della L. n. 92/2012, per poter usufruire di un’agevolazione per le assunzioni occorre che sia rispettato il diritto di precedenza all’assunzione e che questa non costituisca attuazione di un obbligo preesistente stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva. Se una cooperativa iscrive un lavoratore nel libro dei soci in data 1° giugno 2017 e lo assume in data 30 dicembre 2017, può usufruire dello sgravio poiché il lavoratore non è stato assunto in concomitanza con l'iscrizione nel libro dei soci e quindi non ha maturato il requisito del diritto di precedenza, non sussistendo nei suoi alcun obbligo di assunzione.
Asd e Ssd possono beneficiare della definizione agevolata?
Asd e Ssd possono beneficiare della definizione agevolata?
ASD e SSD possono beneficiare della definizione agevolata, purchè in possesso del requisito soggettivo dell’iscrizione nel Registro CONI al 31.12.2017. Si prevede dunque per tali enti la possibilità di definire in maniera agevolata gli atti di accertamento con il versamento del 50% delle maggiori imposte accertate (ad eccezione dell’IVA, da versare per intero) e del 5% delle sanzioni irrogate e degli interessi. Il novero degli atti sanabili comprende avvisi di accertamento, avvisi di rettifica e liquidazione, inviti al contraddittorio e accertamenti con adesione. Inoltre si prevede la possibilità di definire le liti fiscali pendenti innanzi alle Commissioni tributarie in ogni grado di giudizio. Anche in questo caso, l’agevolazione consiste nel pagare una percentuale del valore della lite, calcolato con i criteri ordinariamente previsti dal processo tributario, includendo anche l’IVA. Rispetto alla definizione degli atti di accertamento, infatti, l’IVA può essere considerata come parte del valore della lite e in quanto tale, essere definita in forma agevolata.
Atto costitutivo dell’impresa sociale
Atto costitutivo dell’impresa sociale
1) Forma dell’atto (art. 5, D.Lgs. 112/2017). L’art. 5, c. 1 prevede che “l’impresa sociale è costituita per atto pubblico”. Pertanto, anche quegli enti, come le associazioni non riconosciute ed i comitati, per la cui costituzione non sono richiesti particolari formalismi, devono rispettare la forma dell’atto pubblico. Il notaio dovrà verificare la sussistenza dei requisiti formali e sostanziali per l’assunzione della qualifica di impresa sociale. L’atto costitutivo dell’impresa sociale è soggetto a particolari oneri pubblicitari. L’art. 5, c. 2 stabilisce che gli atti costitutivi, le loro modificazioni, gli altri atti relativi all’impresa sociale devono essere depositati entro 30 giorni a cura del notaio o degli amministratori all’ufficio del Registro delle Imprese, competente per territorio. A sua volta, l’art. 2, c. 6 D.M. 16.03.2018 stabilisce che il deposito viene effettuato utilizzando i modelli approvati dal Ministero dello Sviluppo Economico per la presentazione delle domande al Registro delle Imprese. Relativamente alla fase transitoria l’art. 17, c. 3, come modificato dall’art. 6 D.Lgs. 20.07.2018, n. 95, prevede che le modifiche statutarie per adeguare gli enti già preesistenti al decreto di riforma (da effettuare entro il 20.01.2019), richiedono le sole modalità e maggioranze previste per le assemblee ordinarie nel caso in cui gli statuti debbano essere adeguati alle nuove disposizioni inderogabili. Si noti, infine, che le imprese sociali costituite anteriormente alla riforma che non adeguino i propri statuti nei termini di cui sopra, perderanno la qualifica di impresa sociale, in quanto ai sensi dell’art. 19, è stato abrogato il D.Lgs. 155/2006, contenente la previgente disciplina. 2) Elementi essenziali (D.Lgs. 112/2017). - Indicazione della denominazione dell’ente. La denominazione sociale deve in ogni caso contenere l’indicazione “impresa sociale” (art. 6) ad eccezione degli enti religiosi che costituiscono il ramo di impresa sociale. - Carattere sociale dell’impresa. Ai sensi dell’art. 5, c. 2, oltre a quanto specificamente previsto per ciascun tipo di organizzazione, secondo la normativa applicabile a ciascuna di esse, gli atti costitutivi devono “specificare” il carattere sociale dell’impresa. - Oggetto sociale. L’attività deve essere esercitata in via stabile e principale e rientrare in quelle di interesse generale di cui all’art. 2, c. 1, 2, 3 e le condizioni di cui ai commi 4 e 5. - Assenza di scopo di lucro. È necessario che l’atto costitutivo declini l’assenza di scopo di lucro ai sensi dell’art. 3. L’atto costitutivo potrà prevedere la destinazione di una quota inferiore al 50% degli utili e degli avanzi di gestione annuali (dedotte eventuali perdite maturate negli esercizi precedenti), se ricorre una delle ipotesi previste dall’art. 3, c. 3, lett. b). - Finalità civiche solidaristiche e di utilità sociale perseguite (vedi art. 2 del D.Lgs. 112/2017). Le modalità del perseguimento di tali finalità devono essere chiarite nell’atto costitutivo. - Cariche sociali. L’atto costitutivo o lo statuto possono riservare a soggetti esterni all’impresa sociale la nomina di componenti degli organi sociali. L’atto costitutivo deve prevedere specifici requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza per coloro che assumono cariche sociali. - Nomina di uno o più sindaci. Ai sensi dell’art. 10, D.Lgs. 112/2017 l’atto costitutivo deve prevedere la nomina di uno o più sindaci, fatte salve le disposizioni più restrittive, relative alla forma in cui l’impresa sociale è costituita. Dovrà inoltre essere prevista la revisione legale dei conti nel caso in cui l’impresa sociale superi per due esercizi consecutivi due dei limiti indicati dall’art. 2435-bis, c. 1, C.C.
Che cos’è il Registro dei trattamenti dei dati Privacy?
Che cos’è il Registro dei trattamenti dei dati Privacy?
Il Garante per la Privacy in data 8 ottobre ha emanato nuovi obblighi relativi al Registro dei Trattamenti ai fini Privacy all’interno della norma più estesa relativa al nuovo Regolamento Europeo 679/2016 (il c.d. “GDPR”). Il Registro dei trattamenti è un adempimento introdotto dalla Legge sulla Privacy (GDPR) che consta in un documento dove indicare alcune informazioni minimali: Ogni titolare del trattamento e, ove applicabile, il suo rappresentante tengono un registro delle attività di trattamento svolte sotto la propria responsabilità. Tale registro deve contenere le seguenti informazioni minimali relative al Responsabile del trattamento. Contenuti minimali del Registro dei trattamenti a) il nome e i dati di contatto del titolare del trattamento e, ove applicabile, del contitolare del trattamento, del rappresentante del titolare del trattamento e del responsabile della protezione dei dati; b) le finalità del trattamento; c) una descrizione delle categorie di interessati e delle categorie di dati personali; d) le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, compresi i destinatari di paesi terzi od organizzazioni internazionali; e) ove applicabile, i trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale, compresa l’identificazione del paese terzo o dell’organizzazione internazionale e, per i trasferimenti di cui al secondo comma dell’articolo 49, la documentazione delle garanzie adeguate; f) ove possibile, i termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati; g) ove possibile, una descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative di cui all’articolo 32, paragrafo 1. Tipologia di dati da tenere nel Registro dei Trattamenti Ogni responsabile del trattamento e, ove applicabile, il suo rappresentante tengono un registro di tutte le categorie di attività relative al trattamento svolte per conto di un titolare del trattamento, contenente: a) il nome e i dati di contatto del responsabile o dei responsabili del trattamento, di ogni titolare del trattamento per conto del quale agisce il responsabile del trattamento, del rappresentante del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento e, ove applicabile, del responsabile della protezione dei dati; b) le categorie dei trattamenti effettuati per conto di ogni titolare del trattamento; c) ove applicabile, i trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale, compresa l’identificazione del paese terzo o dell’organizzazione internazionale e, per i trasferimenti di cui al secondo comma dell’articolo 49, la documentazione delle garanzie adeguate; d) ove possibile, una descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative di cui all’articolo 32, paragrafo 1.
Che differenza c'è tra la scrittura privata e quella pubblica?
Che differenza c'è tra la scrittura privata e quella pubblica?
Come abbiamo detto, se la costituzione avviene sotto la supervisione di un notaio e l'atto viene registrato, essa ha pubblica fede ed è denominata atto pubblico, altrimenti è una scrittura in forma privata. La scrittura privata, secondo il Codice Civile, vincola i firmatari e vale nei confronti di terzi fintanto che i firmatari riconoscono la propria firma. Per evitare scherzi da parte dei firmatari si ricorre all'atto pubblico, che prevede l'autentica delle firme dal notaio (il quale autenticando le firme certifica anche la coerenza e la conformità dell'atto con la legge) e la registrazione. La differenza materiale sta innanzitutto nei costi: il notaio costa intorno ai 300 EURO. La differenza sostanziale sta nel fatto che solo con un atto pubblico è possibile, in futuro, chiedere il Riconoscimento e diventare quindi Persona Giuridica.
Chi può beneficiare del 5 per mille?
Chi può beneficiare del 5 per mille?
Possono beneficiare del Contributo del 5×1000 e partecipare alla base di ripartizione dei fondi i seguenti Enti: • sostegno degli enti del volontariato: o organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991 o Onlus – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (articolo 10 del Dlgs 460/1997) o cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali di cui alla legge n. 381 del 1991 o organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49 del 1987 alla data del 29 agosto 2014 e iscritte all’Anagrafe unica delle ONLUS su istanza delle stesse (art. 32, comma 7 della Legge n. 125 del 2014) o enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, considerate Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997 o associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, considerate Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997 o associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (articolo 7, commi da 1 a 4, legge 383/2000) o • le associazioni e fondazioni di diritto privato che operano nei settori indicati dall’articolo10, comma 1, lettera a) del Dlgs 460/1997. • finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università • finanziamento agli enti della ricerca sanitaria • sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente • sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale. (Leggi questo approfondimento per le Associazioni Sportive). Riguardo le associazioni, per godere dei benefici sono necessari due principali requisiti: • l’assenza di fini di lucro; • l’iscrizione negli appositi registri (onlus, ASD, ass. di volontariato o di promozione sociale); La procedure di prima iscrizione all’elenco del 5×1000 Dal 2017 chi era iscritto già dal 2016 non dovrà iscriversi nuovamente (leggi l’articolo). • Negli altri casi, questa è la procedura e le tempistiche: • Invio domanda telematica entro 7 maggio; • Verificare dati in elenco pubblicato 14 maggio; • Comunicare eventuali correzioni entro 20 maggio; • Inviare autocertificazione entro 30 giugno alla Dir. Regionale.
Come è possibile promuovere progetti di alternanza scuola - lavoro per enti di Terzo Settore?
Come è possibile promuovere progetti di alternanza scuola - lavoro per enti di Terzo Settore?
Dalla L. 107/2015, l'opportunità di accogliere studenti in stage anche nelle organizzazioni non profit: il Forum regionale del Terzo settore e il CSV Marche si offrono come partner degli istituti scolastici, proponendo un progetto per l'accoglienza di studenti in alternanza scuola-lavoro presso le organizzazioni del Terzo Settore. Con l'entrata in vigore della riforma della scuola L. 107/2015, (cosiddetta "La buona scuola"), l'alternanza scuola-lavoro diventa un elemento strutturale dell'offerta formativa, con la possibilità di ospitare i ragazzi non solo presso attività produttive e commerciali, ma anche presso enti pubblici e privati che si occupano di attività socio-assistenziali, del patrimonio artistico, culturale ed ambientale e di promozione sportiva. L'esperienza di alternanza svolta all'interno di organizzazioni non profit può rappresentare un'occasione preziosa e significativa rispetto alla crescita umana e alla preparazione professionale, per la forte componente valoriale che caratterizza il Terzo Settore. Lo stage consentirà agli studenti di sperimentare in prima persona competenze tecniche e trasversali: permetterà di misurarsi con la capacità di lavorare in gruppo, la gestione dei ruoli e delle posizioni organizzative, l'empatia, ecc. Il percorso darà inoltre ai ragazzi la possibilità di conoscere le realtà associative, i bisogni del territorio a cui rispondono, le soluzioni attivate. D'altro lato, per il mondo dell'associazionismo e della cooperazione si apriranno interessanti prospettive di incontro e accoglienza di giovani per lo stage, durante il quale far sviluppare le competenze richieste, ma anche trasmettere l'importante bagaglio valoriale e motivazionale che sta alla base del proprio modo di lavorare.
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