Normativa

martedì 9 aprile 2019

Società cooperative, bilancio micro sì o bilancio micro no?

Con l'emanazione della tassonomia Xbrl definitiva da utilizzare per i bilanci 2018 in chiusura depositati nel Registro delle Imprese a partire dal 1.03.2019, si ripropone il dubbio se la versione micro sia utilizzabile anche dalle società cooperative rientranti nei limiti ex art. 2435-ter C.C. e considerate microimprese.

Secondo la tassonomia Xbrl sì, ma secondo il Mise no? Andiamo con ordine. La nuova tassonomia Xbrl ha previsto anche nella versione micro del bilancio, sezione “Bilancio micro, altre informazioni” gli stessi campi testuali presenti nei bilanci ordinario e abbreviato per l'indicazione delle informative obbligatorie per le società cooperative di cui agli articoli del Codice Civile (2513, condizione di mutualità; 2528, ammissione nuovi soci; 2545, relazione sul carattere mutualistico dell'ente e 2545-sexies, ristorni). 

Secondo la tassonomia Xbrl, quindi, le cooperative classificabili micro-imprese possono compilare il bilancio micro. 

Il dubbio però nasce dalle istruzioni impartite dal Mise ai propri ispettori con la circolare 20.03.2017, richiamata espressamente anche nel manuale del Registro delle Imprese per il deposito del bilancio. Con la circolare citata, infatti, il Mise aveva concluso negando alle cooperative la possibilità di avvalersi del bilancio micro in quanto le semplificazioni previste per le c.d. “microimprese”, così come definite dall'art. 2435-ter C.C., non possono applicarsi alle società cooperative che pure possiedano i requisiti dimensionali stabiliti. 

Conclusioni motivate dall'assenza nel bilancio micro proprio degli allegati (nota integrativa e relazione sulla gestione) a cui la legge demanda gli obblighi informativi speciali previsti dagli artt. 2513, 2528, 2545 e 2545-sexies C.C. 

Addirittura, il Mise ha imposto agli ispettori di diffidare la cooperativa che, in contrasto con tale orientamento, avesse adottato il modello di bilancio micro, a riapprovare nuovamente il bilancio nella forma corretta (ordinaria o abbreviata); se ne consente l'utilizzo, trattandosi della prima fase di applicazione delle nuove norme codicistiche introdotte con il D.Lgs. 139/2015, però solo a condizione che la cooperativa avesse comunque avuto cura di fornire in calce allo stato patrimoniale le informazioni di cui agli artt. 2513, 2528, 2545 e 2545-sexies, in pratica, nel rispetto del principio di prevalenza della sostanza sulla forma di cui all'art. 2423-bis, c. 1, n. 1-bis C.C. che, anche se riferito alla rilevazione e presentazione delle voci di bilancio, parrebbe applicabile anche a tutte le informative da inserire obbligatoriamente nel documento. 

Il nuovo Xbrl, avendo previsto gli specifici campi per le informazioni richieste obbligatoriamente dagli articoli citati, ha posto le condizioni per consentire alle cooperative di rispettare il dettato codicistico e pare, quindi, allineato con la soluzione indicata dal Mise in via straordinaria nella prima fase di applicazione della novità: la concessione del Mise, da straordinaria nella prima fase di applicazione della novità, parrebbe potersi considerare “a regime” essendo “rispettata la sostanza”. In ogni caso, sarebbe comunque opportuna una conferma del Mise, con istruzioni in tal senso ai propri ispettori incaricati della revisione annuale o biennale obbligatoria ex D.Lgs. 220/2002, aggiornando le indicazioni operative fornite con la richiamata circolare 20.03.2017.