Normativa

martedì 1 ottobre 2019

Enti del Terzo settore: adeguamento con (non troppa) calma

La Riforma del Terzo settore ha imposto a ODV, APS ed enti funzionanti in forma di ONLUS l'adeguamento del proprio statuto, finalizzando tale operazione all'acquisizione dei requisiti necessari per l'iscrizione tra gli ETS nel registro Unico Nazionale di prossimo funzionamento. Il termine, originariamente fissato nel 2.08.2019, è rinviato al 30.06.2020 sostanzialmente a causa della mancata entrata in funzione del Registro, prevista appunto per la metà del 2020. Intervenendo a proposito, la L. 58/2019 (di conversione del D.L. 34/2019) permette a organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e (indipendentemente dalla loro forma giuridica) ONLUS di godere di un maggior periodo per adeguarsi alla nuova normativa effettuando, in via preventiva, le dovute scelte in ordine soprattutto alla transizione dell'ente e alla sua futura collocazione nel mondo variegato degli ETS. 

Ora il provvedimento include le bande musicali e uniforma il termine di legge anche rispetto alla necessità di adeguamento statutario gravante sulle imprese sociali e previsto dal D.Lgs. 112/2017. In modo piuttosto laconico, il testo di legge prevede semplicemente che “in deroga a quanto previsto dall'art. 101, c. 2 D.Lgs. 117/2017 e dall'17, c. 3 D.Lgs. 3.07.2017, n. 112, i termini per l'adeguamento degli statuti sono differiti al 30.06.2020”. 

La proroga, di fatto, risolve ogni problematica inerente la valutazione della conformità degli statuti adottati alle previsioni di legge. Già il Ministero in merito (circolare 31.05.2019, n. 13) ha precisato per la verità come, per gli enti dotati della qualifica di ONLUS, le modalità di iscrizione al RUNTS e le conseguenti verifiche in ordine alla variazione statutaria adottata debbano essere oggetto di un futuro decreto ministeriale, spostando nella pratica anche le valutazioni di conformità relative agli statuti delle ODV e delle APS ad una fase successiva all'entrata in funzione del Registro Nazionale. Il maggior respiro offerto dalla proroga, tuttavia, non libera gli enti dalle necessarie riflessioni in ordine soprattutto a: scelta della tipologia di ETS ed eventuale transizione (ogni forma giuridica, adottabile con l'adeguamento, presuppone infatti modalità di esercizio dell'attività e obblighi specifici rispetto alla struttura dell'ente); opzione per l'eventuale attribuzione della personalità giuridica in base alla procedura prevista dall'art. 22 CTS; determinazione dello scopo di interesse generale e del dettaglio delle attività (di interesse generale ex art. 5 CTS ovvero “diverse” ex art. 6 CTS); adempimenti di natura contabile e fiscale (specifici in base alla tipologia di ente ed alla modalità di esercizio dell'attività); eventuale necessità di nomina di un organo di controllo o di un revisore. Tale indirizzo dovrà essere opportunamente valutato dall'organo amministrativo in congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine per l'adeguamento statutario, soprattutto con riferimento a enti con esercizio solare, per cui il termine di legge non coincide con la chiusura dell'esercizio. 

Le ultime riflessioni si impongono con riferimento ad alcune casistiche particolari, legate all'eventuale avvenuta adozione del nuovo statuto. La stessa infatti, nel caso delle ODV e delle APS, imporrà probabilmente (a causa della proroga e di quanto parallelamente interpretato dal Ministero con la circolare 13 e salvo diversa delibera delle autorità competenti), di sottoporre lo statuto adottato agli enti di riferimento rispetto ai registri regionali e provinciali del volontariato e dell'associazionismo, per l'espletamento delle procedure relative al mantenimento dei requisiti di iscrizione (intervenendo la cancellazione successivamente alla transizione dell'ente verso il mondo degli ETS) utilizzando le modalità ordinarie. Allo stesso modo gli enti funzionanti in forma di ONLUS dovranno inviare lo statuto approvato all'Anagrafe delle ONLUS. Enti APS funzionanti in forma di ONLUS potrebbero quindi trovarsi nella situazione effettuare una doppia comunicazione (Regione e Agenzia delle Entrate). Chi non avesse ancora avviato la procedura di adeguamento (o l'avesse fatto senza aver completato il percorso) potrà scegliere liberamente, ma la logica come si diceva, dovrebbe essere quella di viaggiare verso la pianificazione di un processo non affrettato, che permetta di cogliere tutte le opportunità offerte dal mondo degli ETS in modo efficace e lineare rispetto alla gestione dell'ente.