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martedì 8 ottobre 2019

Cooperative, no Isa solo con mutualità 100%

Esclusione dagli Isa, analogamente a quanto avveniva in precedenza per gli studi di settore, per le sole cooperative che operano in via esclusiva a favore delle imprese socie ovvero costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi, quelle cioè che hanno condizione di mutualità ex art. 2513 C.C. in misura pari al 100%. Sono, quindi, tenute alla presentazione tutte le altre cooperative, sia quelle con percentuale di mutualità inferiore al 50% (non prevalente) o nulla, sia quelle con condizione di mutualità prevalente. Le cooperative che, in assenza di una causa di esclusione valida per la generalità dei contribuenti, sono soggette all’obbligo di compilazione, dovranno avvalersi dei chiarimenti forniti con la circolare 110/E/1999 come precisato dall'Agenzia delle Entrate nel videoforum 17.07.2019; in particolare, potranno segnalare nelle note in calce al modello Isa che il perseguimento dei fini mutualistici ha inciso sulle dinamiche imprenditoriali, condizionando negativamente il risultato dell’applicazione degli Isa in quanto, non operando con i terzi, tali dinamiche non seguono le ordinarie regole di mercato. La previsione conferma la risoluzione 14.11.2007, n. 330/E e la circolare 21.05.1999, n. 110. 

La richiamata circolare 110/1999 precisa ulteriormente che, nei casi in cui l’attività viene svolta non in via esclusiva, l’assoggettamento agli studi di settore assolve unicamente alla finalità di fornire elementi per il contraddittorio, conclusione che si ritiene estensibile anche agli Isa. 

Nel contraddittorio, relativamente agli studi di settore, infatti era previsto che il Fisco dovesse adeguare gli elementi di riferimento per determinare i ricavi alle particolarità dell’attività svolta dalla cooperativa, operando in situazioni di mercato influenzate dal perseguimento dei fini mutualistici propri delle cooperative, che possono incidere in maniera rilevante sui ricavi conseguiti, logica del tutto analoga agli Isa che, pertanto, riteniamo agli stessi estensibile.

Le cooperative, infatti, svolgono istituzionalmente una funzione di servizio a vantaggio dei soci fornendo loro beni o servizi a condizioni migliori di quelle di mercato, oppure valorizzando al massimo i conferimenti di beni o servizi effettuati dai soci: quindi, non sono in grado di conseguire utili d’esercizio in linea con quelli delle attività "commerciali", che perseguono l’intento speculativo. In definitiva, quindi, il Fisco, ai fini del contraddittorio (come previsto per gli studi di settore dalla Risoluzione 330/E/2007), deve in primis controllare la previsione nello statuto dei requisiti mutualistici di cui all’art. 14 D.P.R. 601/1973 e il loro rispetto e le modalità di esercizio dell’attività per verificare la soggettività o meno agli Isa; a questo punto, in caso positivo, dovrà adeguare gli elementi di riferimento per “tarare” i risultati degli Isa, tenendo conto dell’influenza sul mercato di riferimento in cui opera la cooperativa del perseguimento delle finalità mutualistiche della cooperativa medesima. In tale contesto dalla dichiarata applicabilità degli Isa appare, comunque, abbastanza remota la possibilità per il Fisco di addivenire a rettifiche significative del reddito della cooperativa basate sulle risultanze degli Isa “mitigate” per tenere conto delle influenze alla redditività derivanti dalla finalità mutualistica dell’ente. 

La soggettività agli Isa non deve essere confusa con il diritto alla fruizione delle agevolazioni fiscali riservate alle cooperative a mutualità prevalente (ridotta tassazione dell’utile d’esercizio e esenzioni ex artt. 10 e 11 D.P.R. 601/1973) che rimangono comunque pienamente applicabili.