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mercoledì 7 novembre 2018

Tre canali di ricezione della fattura elettronica

Secondo l’Agenzia delle Entrate, a conferma di quanto originariamente contenuto nel provvedimento 30.04.2018, n. 89757, i canali di ricezione dei documenti fiscali in formato elettronico previsti dalla norma sono alternativi, e la scelta è liberamente percorribile a totale discrezione del contribuente.
Nella scelta dell’indirizzo telematico cui dovranno essere recapitate le fatture elettroniche, viene lasciato quindi ai soggetti passivi un libero arbitrio. Le tre modalità alternative attraverso le quali acquisire le fatture dal SDI sono rappresentate dalla casella di posta elettronica certificata, dal cosiddetto “Web Service” e dall’assegnazione del protocollo “FTP”. Mentre la PEC può essere adottata facilmente da soggetti anche di minime dimensioni, i canali telematici (Web Service o FTP) richiedono, come precisato anche nella guida alla fatturazione elettronica pubblicata recentemente dall’Agenzia, un “particolare grado di informatizzazione”, considerato che necessitano di una gestione del sistema informativo, collegato al SDI, attraverso un “costante presidio di personale”. Inoltre esiste la necessità di procedere a un processo di accreditamento sullo stesso SDI, per associare le informazioni: al termine della procedura è infatti lo stesso sistema ad associare al canale telematico almeno un “codice destinatario” numerico, identificativo del soggetto. L’Agenzia delle Entrate, nel precisare la libera discrezionalità della scelta del canale, sottolinea che la scelta va effettuata dal contribuente all’atto della registrazione sullo SDI e che può essere modificata in qualsiasi momento.